[Lista] Licenze etiche: --> Free's Not Freedom <-- La libertà non è il volo di un moscone.
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Mar 2 Ago 2005 14:43:14 CEST
Faccio riferimento a questo messaggio di Grossi:
http://scarichiamoli.org/pipermail/lista/2005-August/000037.html
Grossi scrive
[..]
Licenzia qualcosa e vieta qualcos'altro come tutte le altre licenze di
questo mondo.
[..]
Danilo Moi risponde.
Non mi sono spiegato.
Una licenza solitamente "sospende" determinati diritti che il diritto
d'autore fa invece salvi.
(per dirla da "profano")
La Developing nations introduce invece un nuovo divieto/diritto che tanto il
diritto d'autore quanto il copyright non prevedono: "il divieto di
trasmettere/diffondere un opera se non in stati considerati in via di
sviluppo".
Non è quindi una licenza in senso stretto, non "licenzia" infatti qualcosa
di esistente, introduce bensì un nuovo e ulteriore divieto.
Grossi scrive:
[..]
Il caos deriva dal distinguere bene e male? Allora la giustizia dovrebbe
essere la fonte primaria del caos. Mi sembra invece che la sua funzione sia
quella di rendere la convivenza degli individui ordinata (forma) e civile
(sostanza).
[..]
Si.
Il caos, l'ingiustizia e l'arbitrio dei sistemi giuridici derivano anche (se
non sopratutto) dal legiferare in base a principi soggettivi (che partono
appunto dal "bene e male" dal "giusto-ingiusto")
ex: è male che due persone dello stesso sesso si sposino.
Per come vedo io le cose il legislatore dovrebbe:
1) Constatare che due persone dello stesso sesso intendono sposarsi
2) Constatare che la loro azione non inficia il corretto relazionarsi di
altri individui.
3) Introdurre una nuova legge che contempla e canonizza il matrimonio tra
individui dello stesso sesso.
Punto.
Non ci dovrebbero essere altre discussioni (le trite e appunto primitive
discussioni che sentiamo quotidianamente)
Danilo Moi scriveva:
*****Fondare le leggi (e quindi le licenze) sulla categoria bene-male è
"primitivo".*****
Grossi scrive:
[..]
Allora siamo e saremo sempre dei primitivi. :-)
[..]
Danilo Moi risponde:
Si spera che le cose possano cambiare.
Io sono convinto, e non penso di essere il solo, che il "progresso etico" e
giuridico dell'umanità non sia adeguato a sostenere, ad esempio, il suo
progresso tecnologico.
L'uomo delle caverne governa gli stati uniti d'america :-)
Perciò è vero: siamo primitivi, decisamente primitivi.
Grossi scrive:
[..]
E' errato dal tuo punto di vista: che è un punto di vista estremamente
formale e razionalistico che non tiene minimamente in conto l'essere umano
se non come elemento numerico.
[..]
Danilo Moi risponde:
Su questo avrei seri dubbi.
Sei ovviamente libero di pensarla come credi.
Non sei il solo comunque a "criticare" l'approccio "estremamente formale".
Tale approccio ha però un motivo preciso: soltanto facendo appello a
qualcosa di oggettivo e verificabile è possibile scrivere un sistema
giuridico adeguato.
L'approccio formale è il "paradigma", lo schema guida, l'unico modo appunto
per scongiurare che l'opinione, il giudizio soggettivo, la convenienza e
l'arbitrio di pochi diventino la legge che governa tutti.
Grossi scrive:
[..]
Certo, facciamole a caso le leggi.
Così sono uguali per tutti. :-)
[..]
Non mi pare di aver detto questo.
Io dico "Facciamole tutti le leggi, così sono valide per tutti dato che
tutti possiamo controllarle.
Nel farle cerchiamo di adottare dei parametri oggettivi che scongiurino la
possibilità di scrivere leggi fondate su giudizi soggettivi e arbitrari".
Grossi scrive
[..]
No, la rilevanza giuridica di un fatto è determinata dalla morale.
[..]
Danilo Moi risponde:
E io continuo a sostenere che proprio perchè la rilevanza giuridica fonda
sulla morale le leggi sono spesso ingiuste, inique, arbritrarie e parziali.
Grossi scrive:
[..]
Insomma, secondo me dovresti rimanere sul terreno descrittivo. Un po' come
fece Kelsen nella sua "Dottrina pura del diritto". Però tu ti spingi oltre:
dici che le altre ottiche sono sbagliate e soprattutto dai ricette.
[..]
Danilo Moi risponde:
tutti "diamo ricette".
Alcune ricette avvelenano la gente, altre no.
:-)
Grossi scrive:
[..]
Si può anche ragionare così, ma l'etica è un'altra cosa. Non è "neutra": non
può esserlo per definizione.
[..]
Danilo Moi risponde:
Non è mica vero.
Se per etica si intende lo studio delle "relazioni tra individui/comunità
concepite dal punto di vista del lecito e dell'illecito" (io la intendo
espressamente in questa maniera) può essere sia "neutra" che "formale".
Per tutto il resto c'è la "morale".
(ciò che tu chiami "etica")
Grossi scrive:
[..]
Non è un ossimoro: il fatto è che la tua etica non ha nulla a che vedere con
l'etica. :-)
[..]
Ripeto il concetto: tu chiami "etica" ciò che io chiamo "morale".
Se vogliamo fare una distinzione tra etica e morale mettiamoci d'accordo.
:-)
La mia distinzione parte da un assunto formale, estremamente formale. (come
tu stesso hai notato)
La tua no.
Tu semplicemente definisci "etica" una "morale ampiamente condivisa"...
Come ti ho già detto mi pare tu compia lo stesso identico "errore" di
sempre: confondere e unificare i due aspetti.
(tanto che comunemente etica e morale sono *sinonimi*)
Un saluto
Danilo Moi
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